La Festa dei Gigli, una delle più belle tra le feste tradizionali della Campania

La Festa dei Gigli di Nola è uno spettacolare evento popolare e religioso, capace di richiamare ogni anno un impressionante numero di fedeli e turisti. Rientra nelle feste tradizionali della Campania e prevede un maestoso corteo itinerante di  8 costruzioni lignee a forma di giglio alte 25 metri. Per sorreggere queste pesanti macchine è necessaria la forza e la fede di una “paranza” di 127 uomini. Il loro sforzo è alleggerito dalla musica delle bande che accompagnano ciascun giglio.

Le origini della Festa dei Gigli di Nola

La festa rinnova ogni anno la devozione dei nolani verso il vescovo Paolino che nel 410 d.C. Si narra infatti che il giovane vescovo sacrificò tutti i suoi beni e la sua stessa persona al re visigoto Alarico I, consegnandosi come schiavo in cambio della liberazione della città. La leggenda vuole che al suo rientro in città, il 22 giugno nel 430, i nolani lo accogliessero donandogli dei gigli. Il vescovo fu poi scortato in un corteo trionfale, condotto dai gonfaloni delle corporazioni delle arti e dei mestieri, fino alla sede vescovile.

L’inizio dei festeggiamenti

Da allora ogni anno il 22 di giugno, se cade di domenica oppure la domenica successiva a questa data, viene celebrato il ritorno del Santo.

Festa dei gigli di Nola
Festa dei gigli di Nola

Gli 8 gigli rappresentano le 8 corporazioni di arti e mestieri che, nell’ordine storico, sono Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto.
Vengono addobbati con cartapesta e stucchi da artigiani locali che lavorano alla loro preparazione durante tutto l’arco dell’anno.

La parata in Piazza Duomo e la benedizione vescovile

La domenica mattina i gigli vengono trasportati dalle botteghe artigiane verso Piazza Duomo. Da qui entrano uno alla volta nella piazza principale di Nola sfilando davanti alla folla estatica a suon di musica. Al termine dell’esibizione ogni giglio si posiziona ad uno dei due lati della piazza, lasciando libero il centro. E’ qui che prende posto la Barca, una macchina da festa più piccola che simboleggia il rientro in patria di Paolino. A questo punto la banda musicale che ha scortato l’ultimo giglio intona l’inno a San Paolino. E’ questo il momento in cui il Vescovo di Nola comincia la benedizione dei gigli.

Leggi anche: La Festa dei Gigli – tratto dal libro “Storia dell’arte della cartapesta” di Ezio Flammia

La sfilata nel centro storico e la fine dei festeggiamenti

Dopo qualche ora di riposo, le paranze riprendono i gigli in spalla ricominciando la sfilata. Stavolta la parata sfila per le strade del centro storico. Dove il tragitto lo consente, le paranze fanno ruotare una il giglio di 360°. E’ una prova di grande forza e grande abilità. In gergo tecnico viene chiamata “girata” ed è ha sempre un grande effetto sulla folla.

La fine dei festeggiamenti è un momento di grande impatto emotivo. I gigli vengono riportati in Piazza Duomo dove vengono svestiti dei loro addobbi. Una volta spogli vengono distrutti spingendoli al suolo. Il boato generato della caduta è così forte che riecheggia lungo tutti i vicoli della città.

Dal 4 dicembre 2013 la Festa dei Gigli di Nola è entrata a far parte del patrimonio immateriale dell’umanità dell’UNESCO. Il progetto è denominato “Rete delle grandi macchine a spalla”. Oltre a Nola, di questo progetto fanno parte anche Viterbo con la Macchina di Santa Rosa, Sassari con i Candelieri e Palmi Calabro con la Varia.

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